SULMONA E I PARCHI NAZIONALI ABRUZZESI





Primo Giorno: PARTENZA – LORETO – ABRUZZO
Ritrovo dei partecipanti secondo orario e luogo convenuto e partenza dalla propria località in Bus G.T. per l’Abruzzo. Sosta lungo il percorso. Arrivo a Loreto e pranzo in ristorante. Nel pomeriggio breve visita libera al Santuario della Santa Casa. Proseguimento del viaggio verso l’Abruzzo e in serata sistemazione in hotel, cena e pernottamento.

Secondo Giorno: CORFINIO – POPOLI E LA RISERVA NATURALE DELLE SORGENTI DELLA PESCARA
Pensione compelta in hotel. In mattinata visita guidata (solo esterni) di Corfinio, all’interno della Val Peligna, centro culturale famoso fin dall’’antichità per essere stato capitale degli Italici. Visiteremo l’antica cattedrale Valvense, complesso religioso di grande interesse artistico-architettonico con l’oratorio di S. Alessandro (1075-1102) e la chiesa di S. Pelino (1104-1124) dalle caratteristiche facciate in pietra squadrata arricchite da numerosi fregi ed iscrizioni romane. Bellissime le absidi di S. Pelino che all’interno conserva un ricco ambone del 1180. Possibilità di organizzare (SU RICHIESTA) una passeggiata nelle due Riserve Naturali della città che proteggono quanto rimasto dell’antico ambiente di pinete e di macchia mediterranea: a nord la pineta di Santa Filomena e a sud la Pineta d’Avalos o Dannunziana che include alcuni edifici di valore storico come l’ex opificio dell’Aurum, una struttura a ferro di cavallo disegnata dall’architetto Giovanni Michelucci, nel 1939, nonché alcune eleganti ville in stile liberty. Nel pomeriggio visita guidata (solo esterni) di Popoli, un tempo chiamata la chiave dei tre Abruzzi, in quanto tappa obbligatoria tra il litorale e le zone interne, fra Firenze e Napoli, fra Roma, Bussi e la val Pescara. La lapide posta sulla facciata esterna della taverna del XIV secolo riporta infatti, in latino e in traduzione volgare, i compensi da corrispondere a titolo di dazio al transito presso la dogana. Nei pressi della città visiteremo la Riserva naturale delle sorgenti della Pescara le cui acque fuoriescono da quattro caverne e formano un laghetto chiamato Capo Pescara. Tra la vegetazione ricordiamo la cannuccia di palude, la lenticchia d’acqua, la tifa e il giglio d’acqua. Lungo le sponde vi crescono salici e pioppi. Riguardo alla fauna, si possono trovare la trota fario, la salamandra pezzata, il tritone crestato, la gallinella d’acqua, la folaga e il tuffetto. La riserva ha ottenuto il riconoscimento dell’ Unione Europea come sito d’importanza comunitaria, purtroppo compromesso da punto di vista ambientale dalla presenza dominate dell’autostrada e della ferrovia.

Terzo Giorno: MASSICCIO DELLA MAJELLA: PESCOCOSTANZO, GROTTE DEL CAVALLONE E FARA SAN MARTINO
Colazione in hotel. Escursione guidata alla scoperta del versante reatino della Majella, il più selvaggio del massiccio. Sono previste soste a Pescocostanzo, alla Grotte del Cavallone e a Fara San artino.Pescocostanzo, centro storico di particolare interesse storico-culturale, noto per la florida attività artigianale del pizzo al tombolo, della filigrana e del ferro battuto. All’’interno della cittadina rinascimentale visiteremo la Colleggiata di S. Maria Assunta con gli splendidi portali: uno romanico, nel lato destro e l’altro rinascimentale che si apre nell’ampia facciata e da cui si accede all’interno a cinque navate, con ricchi arredi sacri decorati con marmi policromi, coperto da un elegante soffitto a cassettoni del XVII secolo. Grotta del Cavallone anche chiamata la Grotta della Figlia di Jorio. Vi si accede con una cabinovia raggiungendo un’altezza di quasi 1500 mt. Il percorso interno si snoda per un chilometro con la possibilità di attraversare sale di grande interesse, in particolare per ciò che concerne i primi 600 metri; è qui infatti che si notano innumerevoli stalattiti e stalagmiti. Vale la pena di ricordare la “foresta incantata”, la “sala degli elefanti” e lo stupendo “pantheon” con la sua “sala delle statue” Il resto della grotta, pur essendo privo di particolari concrezioni, resta interessantissimo sotto il punto di vista geologico: i terremoti hanno infatti scrostato le pareti rendendo ammirabile la montagna del suo interno. Alcuni punti salienti della grotta sono stati denominati con termini dannunziani come ad esempio la Sala di Aligi, l’Eremo di Cosma o L’angelo muto. (ESCURSIONE FORTEMENTE SCONSIGLIATA A CHI SOFFRE DI VERTIGINI). Fara San Martino: piccolo paese situato a 500 metri di quota. Di notevole interesse la presenza del fiume Verde e delle relative sorgenti che ha modellato nel tempo il territorio creando dal punto di vista naturalistico uno scenario suggestivo dominato dalle alte pareti rocciose e dalle profonde gole, oggetto di antichi culti e credenze popolari. La presenza del fiume e della vegetazione locale hanno rappresentato un importante punto di sviluppo socio economico per il paese, tanto da consacrare Fara San Martino a “Capitale della Pasta. Il paese è conosciuto infatti in tutto il mondo perché sede di importantissime industrie alimentari della pasta, che caratterizzano gran parte dell’economia locale e le cui macine per produrre semola di grano venivano mosse proprio dalla forza idraulica. Il centro storico é caratterizzato dall’antico borgo medievale di “Terra Vecchia”, al quale si accede attraverso la “Porta da Capo” anche detta “del Sole”. Nella vicina Piazza Municipio si trova il Museo Didattico a cura del Corpo Forestale che comprende anche il Centro Visite del Parco Nazionale della Majella (Visita Facoltativa). SU RICHIESTA sarà possibile visitare il curioso Museo della Pasta (Museo Macaronium) e, SU PRENOTAZIONE, un pastificio per osservare le varie fasi della lavorazione. Pranzo in ristorante in corso di escursione. In serata rientro in hotel, cena e pernottamento.

Quarto Giorno: SULMONA E ABBAZIA DI S. SPIRITO AL MORRONE
Pensione completa in hotel. In mattinata visita guidata (solo esterni) di Sulmona, antichissima città posta in ampia conca tra le montagne, città natale del poeta Ovidio ed importante centro sotto i Romani, nel IX secolo vede fiorire molte attività industriali e viene anche dotata di Università sotto il regno di Federico II. E’ nota in tutto il mondo per la produzione dei confetti. Visiteremo una fabbrica di confetti dove un’area è dedicata all’esposizione di macchinari, cimeli, ricordi, oggetti rari e preziosi connessi con l’arte degli antichi confettieri che, dal tardo Medioevo in poi, hanno contribuito a creare la fama di Sulmona come città dei confetti. Nel pomeriggio visita guidata all’Abbazia di S. Spirito al Morrone di Badia Morronese, nota anche come Abbazia Morronese o Celestiniana. Il complesso architettonico di dimensioni notevoli (119mt. x 140mt. circa) è circondato da torri a base quadrata ed è costituito da una monumentale chiesa settecentesca e da un imponente monastero articolato intorno a tre cortili maggiori e due minori, racchiusi da una cinta muraria. Nel fronte vi è un solo ingresso di 3.30 mt. di larghezza, di architettura Palladiana. Fu l’eremita Pietro Angeleri, poi papa con il nome di Celestino V, il fondatore dell’edificio religioso; l’anacoreta nativo di Isernia infatti, giunto ai piedi del Monte Morrone nel 1241, fece portare a termine l’ampliamento dell’originaria cappella intitolata a Santa Maria del Morrone, promuovendo in seguito la costruzione di una chiesa dedicata allo Spirito Santo. La chiesa fu dotata di un convento dove nel 1293 si ebbe la proclamazione ufficiale dell’edificio come sede dell’Abate Supremo dell’Ordine dei Celestini.

Quinto Giorno: PARCO NAZIONALE DEL GRAN SASSO – MONTI DELLA LAGA
Colazione in hotel. Giornata dedicata all’escursione guidata al Parco Nazionale del Gran Sasso – Monti legga Laga. Visiteremo alcuni borghi storici disposti sul versante meridionale del Gran Sasso d’Italia. Purtroppo in parte rovinati dall’ultimo terremoto, per giungere a quota 2130 metri di Campo Imperatore seguendo gli antichi itinerari dei tratturi di transumanza (tratturo Reale Aquila-Foggia). Soste a Santo Stefano di Sessanio, Calascio, Castel del Monte e Campo Imperatore. Santo Stefano di Sessanio dominato dai ruderi dell’antico castello, il centro urbano si presenta con le strade che seguono le curve di livello formando percorsi paralleli collegati tra loro da ripide viuzze quasi sempre scalettate alle quali si contrappongono ampie piazze dove sorgono chiese di S. Flaviano e della S.S. Trinità oppure fonti come la “Fonte Grande”(fontana monumentale di forme rinascimentali edificata intorno al 1876. L’architettura minore ha una sua pregiata dignità per la presenza di porte e finestre con stipiti in pietra lavorata e di archi a tutto sesto, sempre in pietra, a sorreggere piccole abitazioni. Calascio, antico borgo montano di origine medievale di circa 150 abitanti, posto ad una altitudine di 1210 metri. Durante il periodo longobardo la piccola località appartenne al Ducato di Spoleto e successivamente alla Baronia di Carapelle. Il centro storico mostra monumenti di indubbio interesse come la chiesa e convento di S. Maria delle Grazie (1594), la chiesa parrocchiale di S. Nicola di Bari (XVI sec.) e l’antichissima chiesetta di S. Leonardo (1263). Il paese è dominato dalla Rocca Calascio, situata a 1460 metri di altitudine, che vanta il primato di essere il castello a quota più alta e maggiormente conservato d’Italia. Ai suoi piedi sorge il vecchio borgo abbandonato, ma dalle case oggi in parte restaurate e adibite ad ospitare turisti. Castel del Monte, sospeso tra le vette del Gran Sasso e la valle del Tirino, può essere oggi considerato una “galleria d’arte en plein air” che si snoda lungo le strade del centro storico ravvivando il bianco secolare delle pietre. Il percorso accompagna il visitatore alla scoperta dei nove centri museali di cultura contadina mentre i vivaci toni degli affreschi e le tessere dei mosaici creati dagli allievi dell’Accademia delle Belle Arti dell’Aquila creano meravigliose rappresentazioni sui muri delle case, rievocazioni di antiche tradizioni di vita quotidiana. Una sorta di paese illustrato che racconta se stesso con storie di streghe, di magie, di pastori transumanti e di antichi mestieri, valorizzando attraverso l’arte la vera anima del borgo. Il percorso museale comprende il Museo della Pastorizia, il Museo dell’Arte della Lana, il Museo della Casa Antica, il Museo del Forno del Ballo, il Museo del lavoro dei Campi. Davvero unica è la struttura dell’abitato la cui compattezza, legata a questioni difensive, esigeva per la forte pendenza del terreno il modello della casa-torre. Le abitazioni, sono quindi disposte sulle direttrici parallele alle curve di livello (le strade principali), intersecate da vie di collegamento ripide e tortuose che si saldano le une alle altre attraverso archi di passaggio, le scale esterne (i “vignali”, e le volte (gli “sporti”). Luogo di snodo di antichi tratturi e transumanze, Castel del Monte conserva una produzione ovina di qualità, dal pecorino ottenuto da latte rigorosamente crudo, alla ricotta, dal raro “marcetto” – squisita crema piccante di formaggio pecorino fermentato – alla “chiaranese”, carne di pecora cotta lentamente in grossi recipienti secondo l’uso dei pastori. Per i più coraggiosi possibilità facoltativa di proseguire per Fonte Cerreto da dove con la funivia raggiungeremo Campo Imperatore a quota 2130 metri. All’arrivo della funivia del Gran Sasso troviamo l’Osservatorio Astronomico e l’Hotel Campo Imperatore, famoso per essere stato l’ultima prigione di Benito Mussolini nel 1943. La sua camera nell’hotel, con gli arredi originali perfettamente conservati, sono oggi un museo a pagamento. A ridosso dell’osservatorio visiteremo il giardnio botanico alpino Vincenzo Rivera realizzato su un’area di circa 3500 metri quadrati; il giardino, con annesso museo, è gestito dal dipartimento di Scienza Ambientali dell’Università dell’Aquila in collaborazione con il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Pranzo in ristorante in corso di escursione. In serata rientro in hotel, cena e pernottamento.

Sesto Giorno: PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO
Colazione in hotel. Intera giornata di escursione guidata al Parco Nazionale d’Abruzzo e alla sua “capitale”, Pescasseroli, che raggiungeremo risalendo la valle del fiume Sagittario con le sue pittoresche gole e passando per Scanno,Civitella Alfedena e Opi. Civitella Alfedena sorge alle pendici del Monte Sterpi d’Alto nell’’anfiteatro della Camosciara (zona di Riserva Integrale del Parco). La sua architettura dalle forme graziose e armoniose è segnata ancora da case in pietra e da vicoli strettissimi in cui “perdersi” durante una passeggiata all’insegna della tradizione. Ai piedi del paesino, il Lago di Barrea è facilmente raggiungibile con una passeggiata pedonale che attraversando la Pineta porta al Ponte Vecchio e quindi sulle sponde del lago. Su richiesta possibilità di visitare il Museo del Lupo Appenninico che offre un percorso dedicato alla biologia, etologia, storia e leggende legate a questo elusivo predatore e ai suoi rapporti con l’uomo. Nelle immediate vicinanze del Museo è situata un’area recintata di circa quattro ettari, dove da vari punti di sosta è possibile osservare questo importante predatore in stato di semilibertà. Interessante è anche l’Area Faunistica della Lince, un ambiente naturale recintato con esemplari del misterioso felino, visibili da un osservatorio o percorrendo il sentiero che costeggia l’area. Opi, posto a quota a 1250 metri, conserva il fascino della posizione e della fisionomia tipica delle comunità pastorali d’altura. La struttura urbana, rimasta inalterata nella sua forma a fuso, originata da due schiere di abitazioni che costituivano la protezione muraria, rivela quello che dovrebbe essere il significato vero del toponimo, vale a dire oppidum, “castello fortificato”. Ad attrarre, comunque, è sempre questa fantastica forma, che fa assomigliare Opi, se vista dall’alto, a una goccia o, in inverno, a una nave in mezzo a una distesa di ghiaccio. Su richiesta possibilità di vedere il piccolo museo dedicato alla conoscenza del Camoscio appenninico, attraverso pannelli e diorami. Da un punto panoramico è possibile osservare camosci in semilibertà in un’area faunistica situata vicino al Centro Visita. Pescasseroli, conosciuta come stazione climatica, luogo di villeggiatura sia estiva che invernale e come principale centro del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Nel centro storico spicca Palazzo Sipari (costruito nel 1839), sede della Fondazione intitolata ad Erminio Sipari, deputato e fondatore del Parco, ove il 25 febbraio 1866 nacque il celebre filosofo Benedetto Croce. Degna di rilievo è anche l’Abbazia dei Santi Pietro e Paolo, fondata intorno al 1100, con la statua lignea raffigurante la Madonna col bambino datata intorno al XIII secolo. Su richiesta possibilità di visitare il Museo Naturalistico che introduce il visitatore alla conoscenza del Parco attraverso diorami, plastici, pannelli luminosi e mostre tematiche.
Su richiesta possibilità di visitare il Parco Faunistico e il Giardino Appenninico, il primo costituito da un’area attrezzata nella quale è possibile osservare esemplari della principale fauna del Parco. Gli animali ospiti del Centro Visita non sono stati catturati in libertà, ma sono stati trovati feriti o con problemi tali da non consentire loro di vivere allo stato selvatico. Al momento sono ospiti del Centro: un Orso bruno marsicano, un Orso bruno europeo, una Poiana ed un cucciolo di Lupo appenninico. Il Giardino Appenninico rappresentativo della flora appenninica, mostra le più belle e vistose fioriture del Parco e uno stagno didattico. Nel giardino sono coltivate specie vegetali tipiche dei vari ambienti del Parco. Tra gli alberi e gli arbusti vivono in libertà: scoiattoli, picchi, cince, rampichini e fringuelli che hanno colonizzato spontaneamente il giardino. Pranzo in ristorante in corso di escursione. In serata rientro in hotel, cena e pernottamento.

Settimo Giorno: VERSANTE NORD-OCCIDENTALE DELLA MAJELLA
Colazione in hotel. Intera giornata guidata dedicata alla scoperta del versante nord occidentale della Majella. Soste previste a Caramanico Terme e a Roccamorice. Caramanico Terme si stende sul costone occidentale della Majella proteso tra le valli dell’Orta e dell’Orfento. Il centro storico è caratterizzato da armoniosi edifici di culto e severe dimore patrizie. Per gli appassionati di arte e storia, Caramanico è uno scrigno di tesori, a cominciare dalla chiesa di San Tommaso d’Acquino (sec. XIII). Centro del Parco Nazionale della Majella, Ceramanico Terme è dotato di numerose strutture d’accoglienza e scientifiche (Museo naturalistico archeologico “Barrasso”, Centro Visite del Parco, Area Faunistica della lontra). Roccamorice, borgo medievale arroccato su di una rupe nei cui edifici è evidente la lavorazione della pietra bianca della Majella tipica di questo versante nord occidentale della montagna. Pare infatti che i vicoli, i monumenti antichi e le case di impianto medievale siano state intagliate direttamente sulla montagna, come sculture affascinanti a stretto contatto con la natura. Qui, tra vicoli serpeggianti, archetti pittoreschi e scalinate, si scoprono testimonianze architettoniche di grande valore, come l’abbazia di Santo Spirito a Maiella. Fondata probabilmente prima dell’anno Mille, l’edificio fu ristrutturato dopo un lungo periodo di inattività ad opera di Pietro da Morone, giunto qui verso la metà del XIII secolo. Da sempre meta di pellegrinaggi, attualmente è visitata da molti devoti in occasione dell’apertura della Perdonanza, il 29 di agosto. Pranzo in corso di escursione. In serata rientro in hotel, cena e pernottamento.

Ottavo Giorno: RIENTRO
Colazione in hotel e partenza per il rientro. Pranzo in ristorante e soste lungo il rientro.

La quota comprende:
Trasporto in Bus G.T. – Vitto e Alloggio autista – Sistemazione presso nostro CITHOTEL in camere doppie con servizi – Pensione completa dal pranzo del 1°gg. al pranzo del 8°gg. – bevande incluse ai pasti (1/4 di vino + ½ di acqua a persona a pasto) – Visite guidate come da programma – Ingresso + cabinovia per le Grotte del Cavallone – Assicurazione medico/bagaglio.o
La quota non comprende:
Nostro Accompagnatore – Ingressi a Musei, Monumenti, Ville, Palazzi o altro menzionato nel programma se non indicato ne “La quota comprende” – Assicurazione Annullamento – Mance – Facchinaggio – Tassa di Soggiorno (da pagarsi in loco, se dovuta) – Extra di carattere personale e tutto quanto non indicato ne “La quota comprende”.